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ARCHITETTURA SOLARE(Arte e tecnologia in architettura)(A. Dardi)

 1.Un significato minimale dell’espressione “ architettura solare” può essere ricavata dalle tradizioni costruttive delle popolazioni umane trovatesi a vivere nel corso delle epoche nelle più diverse condizioni ambientali e di sviluppo delle risorse materiali. Il problema di sfruttare la luce del sole per l’illuminazione diurna degli  ambienti si è presentato all’inizio come problema pratico, mentre per quella poca luce di cui si aveva bisogno nelle ore serali e notturne provvedevano le fiamme dei falò e delle torce. (Vedere articolo)

ARTIGIANATO INDUSTRIALE ( Come unire la creatività dell’artigianato alla potenza dell’industria ) ( E. Petaccia )

1: Tradizionalmente, si pensa all’artigiano come a un uomo che realizza un manufatto mettendo all’opera la sua abilità nell’uso di diversi attrezzi, capace di comprendere bisogni e necessità di committenti, nonché di trattare con essi e con  fornitori, collaboratori, autorità e, in generale, con quanti, per un motivo o per l’altro, interagiscono col loro lavoroi. Egli, come progettista ed imprenditore di se stesso, decide sulle diverse fasi in cui il suo lavoro va portato a termine,  sui tempi e modi di esecuzione. Se viene lasciato libero e possiede le qualità adatte, il risultato può attingere qualità artistica, il che vuol dire toccare la sfera dei valori estetici e intellettuali, esprimere significati oltre che possibilità di usi convenzionali. In tal caso, l’artefice si confonderà con il professionista di un’arte libera…(Ved. articolo…)

DESIGN E INDUSTRIA ( Comunicazione, design e industria nel sistema produttivo lombardo-italiano) (di A. Magri)

 

Un primo orientamento per avviare il nostro discorso potrebbe venire dalle seguenti parole riprese dalla pagina 43 del Corriere della Sera del 5 aprile 2013 e scritte da Francesco Zurlo a proposito della mostra tenuta alla Triennale di Milano  intitolata La sindrome dell’influenza :”I percorsi dell’influenza, intesa come condizionamento e come flusso sono, talvolta, imperscrutabili. Sembrano le figure impossibili di Esher. Una praticabile chiave di lettura è quella per cui ogni oggetto è, in sé, conoscenza reificata, cioè un sistema intellettuale che diventa qualcosa di concreto: scampoli di intelligenza creativa che fluiscono dal passato così come da luoghi lontani a costituire il DNA dell’oggetto stesso”. (Leggi tutto)