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PIAGET, LA LOGICA E L’ESPERIENZA ( Lo sviluppo dell’ intelligenza secondo Piaget ) E. Petaccia

1.Percepire e giudicare

Possiamo immaginare che esista un momento della conoscenza il cui il mondo viene appreso così com’è, senza le distinzioni introdotte dal giudizio, un momento in cui soggetto e oggetto, invece di distinguersi e contrapporsi, quasi sembrano identificarsi. A rigore di discorso, in casi di questo genere non si dovrebbe parlare nemmeno di conoscenza, che è giudizio, dunque concetti e dicendo concetti, si debbono intendere asseverazioni sulla base di analisi e sintesi e non identificazione di ogni cosa in una in distinzione che tutto agguagli. Ma siccome questo primo e ingenuo contatto col mondo viene di solito ignorato dove si parla di ‘scienza’ può essere utile averne ameno ricordato l’esistenza. L’intervento del pensiero concettuale con le sue tendenze a distinguere qualità da qualità cosa da cosa, il soggetto  dall’oggetto percepito,  e quindi ad organizzare il materiale delle percezioni,  rappresenta un passaggio necessario per  fare di un’intuizione quasi  confusa col sentire ,qualcosa di chiarito e comunicabile a se stessi e agli altri, chiarito proprio perché comunicabile. Con questo si viene a far dipendere la conoscenza, che ci era sembrata la conseguenza di un contatto diretto di un soggetto con la natura e la natura stessa, anche dai mezzi culturali che il primo mette all’opera per giudicare di questo rapporto, dunque dalla sua dipendenza dalla società nella quale vive e ne ha ricevuto gli influssi attraverso l’educazione e il continuo rapportarsi con i suoi simili.(Continua…)

Cap.3 del libro:ARTIGIANATO INDUSTRIALE(Creatività artigiana,potenza dell’industria)(di E. Petaccia)

(Estratto dal saggio ARTiGIANATO INDUSTRIALE , di E.Petaccia)

Cap.3:L’artigianato e l’industria

 1.3:La macchina nelle azioni strumentali.Possibilità e realtà

Quando dalle azioni della vita comune,dominate da percezioni di ogni genere informate da giudizi,si passa a quelle che osserviamo compiere dalle macchine,colpisce anzitutto la circostanza della possibilità di una esatta previsione del loro decorso. Fin quando ci si limiti all’attività di macchine in sé e per sé,il lavoro si riduce a spostamenti, avvicinamenti e allontanamenti, di corpi, descrivibili con tutta l’esattezza che deriva loro dall’appartenere al regno delle grandezze spaziali, lasciando alle relazioni causa-effetto, dominanti nel mondo naturale,di fare il resto. Questo è il lavoro dal punto di vista della macchina, un fascio di possibili operazioni entro cui si determina la scelta umana verso quelle ritenute utili che diventano effettive.(Continua….)

SOGGETTO E OGGETTO NELLA FORMAZIONE SCIENTIFICA ( di A. Romano )

 

Soggetto ed oggetto nella formazione scientifica(di A.Romano)

1:La scienza come disciplina scolastica.

Le materie scolastiche pre universitarie, qualificate come scientifiche, sono il risultato di complesse mediazioni tra generali esigenze di rigore logico, evidenza empirica, tendenze psicologiche proprie dei soggetti appartenenti alle diverse classi di età, il tutto nel quadro di concezioni totali sulla conoscenza e sulla persona. A dare poi adeguato orientamento alle attività didattiche provvedono apposite delimitazioni di campo che, scoprendo il genere al quale appartengono le cognizioni di quella disciplina, ne fissano nel contempo i caratteri differenziali e ne circoscrivono il contenuto. Una disciplina particolare sarà allora costituita tanto dalla natura degli argomenti esposti, quanto dal metodo adottato per la costruzione dei suoi concetti e dalle procedure adottate per convalidare le sue proposizioni. A questa esigenza interna, se ne aggiunge  un’altra di tipo amministrativo, allorquando una disciplina acquista l’onore e l’onere di trasformarsi in materia scolastica e ricevere un codice identificativo suo proprio onde  venir maneggiata dalle gerarchie senza pericolo di confusione. (Continua…)