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IL METODO DEI PROBLEMI. DALLE DISCIPLINE AI CAMPI DI STUDIO (I. Romano )

Riassumiamo l’argomento dello scritto. La didattica non si risolve nella trasmissione di informazioni ad ascoltatori passivi ma chiama in causa un complesso sistema di interessi sui quali possono far conto programmatori e docenti, allievi e genitori, amministratori e valutatori. Mettere al centro del processo didattico l’allievo significa dunque .che la didattica può rendere effettivi i suoi propositi soltanto conferendo l’importanza dovuta alle disposizioni naturali del discente il quale apprende anche per il semplice fatto di vivere. Per volgere queste forze native insediate nell’allievo, all’apparenza divergenti, verso un obiettivo comune, razionale, l’insegnante deve inquadrare la sua disciplina in un nuovo, e più vasto, compito conoscitivo riferito all’intero mondo di fatti nel quale si compie l’educazione del fanciullo, quindi a inquadrare il suo lavoro insieme con quello di coloro che cooperano con lui.(VEDI ARTICOLO)

ARTE E PENSIERO SCIENTIFICO NEL RINASCIMENTO ( D. Toni)

1.Nella sua raccolta di saggi(Scienza e vita civile nel Rinascimento italiano, Bari, 1993) E. Garin si propone di contrastare una tradizione storica, sostenuta da studi  specialistici, che vorrebbe ridurre il Rinascimento a  movimento interamente volto agli studi grammaticali e filologici con scarsa  presa sulla realtà delle cose e sulla capacità di alimentare gli scambi delle idee. Per condurre  in porto il suo proposito, egli assume un punto di vista (Leggi tutto)

LEONARDO E LA SCOPERTA DELLA NATURA

1. La scoperta che la percezione non si risolve nell’impressione provocata da un oggetto mondano su uno spirito che si limiterebbe a riceverla passivamente, come il più piatto empirismo vuole farci credere, ma che ha valore di atto conoscitivo di primaria grandezza in quanto processo attivo soltanto occasionato dalla sensazione e che si  risolve in un giudizio, insieme presa di coscienza e sistemazione…(Leggi tutto)